Miniera di Lignite - Bonacquisto - Arrone - Umbria

A Buonacquisto sono state in attività, dal 1918 al 1958 le miniere di lignite; una scultura, collocata al centro della piazza, ricorda i sette lavoratori vittime della miniera.
Il giacimento di lignite fu scoperto durante lo svolgimento di lavori agricoli sui terreni di Luigi Blasi, nel 1918 iniziò la coltivazione, realizzata a cielo aperto, in modo assai poco razionale.
Il 18 novembre dell'anno seguente, con decreto del Commissario Generale per i Combustibili Nazionali, la Società Anonima Mineraria Capitale e Lavoro dell'imprenditore romano Aldo Battistoni, ottenne la concessione per lo sfruttamento minerario ed iniziò i primi lavori di trivellazione.
Gli occupati durante il periodo bellico raggiunsero le 250 unità, i minatori, che provenivano anche da regioni come la Sicilia e la Sardegna, alloggiavano presso il Castellone, vecchia casa colonica di proprietà dei Blasi, che fungeva anche da mensa e di cui rimangono oggi i ruderi.
In parallelo alle coltivazioni a cielo aperto, con la prospettiva dell'esaurimento degli strati di lignite superficiale, iniziarono le indagini sotterranee, che nel 1919 portarono alla realizzazione della prima galleria, denominata "Vecchia Miniera" e nel 1922 della "Galleria del Nord", da cui si svilupparono in seguito numerose diramazioni.
Nel 1935, subentrò nella gestione la Società Anonima Mineraria di Piediluco, che alla fine di quel decennio costruì una fornace per la produzione di calce bianca, prodotta a partire dal calcare estratto da due cave vicine alla miniera e cotta grazie alla lignite.
Il sito, posto a quota 700 m circa, era servito da una ferrovia Decauville, che aveva uno sviluppo complessivo di 1.200 metri.
L'immediato dopoguerra (1950) si aprì con il subentro dell'imprenditore Torlonio Noceta, che mutò la denominazione in Società Anonima Mineraria di Piediluco ed intraprese nuove ricerche, coronate da successo, che resero necessaria la realizzazione di due nuove discenderie attrezzate con argani, accompagnata dalla contemporanea riorganizzazione dell'attività.
In seguito il notevole aumento della produzione mondiale di petrolio, determinò un cospicuo ridimensionamento dell'estrazione di carbone e la cessazione di quella di lignite sul tutto il territorio nazionale.
Oggi sono state trasformate in parco didattico, dedicato alla memoria di Valentino Paparelli, antropologo, indimenticato custode della memoria storica della Valnerina; il percorso consente di visitare gli affioramenti di lignite, i luoghi della estrazione della miniera a cielo aperto, il Castellone, ove erano gli alloggi e la mensa degli operai, l'accesso alla vecchia miniera, le cave di estrazione del calcare, il piazzale della nuova miniera e il tracciato della ferrovia Decauville che collegava l'area delle escavazioni al piano inclinato automotore, punto di partenza della lignite.

Altre informazioni su:
- Dstretto Integrato Turistico Terni
- I luoghi del silenzio



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